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"Non ti pago" scritta e presentata al pubblico nel 1940, è una commedia dal sapore "agrodolce" come la torta che, il protagonista Ferdinando Quagliuolo, prepara per i suoi ospiti. Una mescolanza di sensazioni, emozioni e sentimenti che accompagnano le situazioni della storia e che passano da toni che suscitano grande ilarità a toni che sfiorano il dramma.

Ferdinando è gestore di un banco lotto a Napoli, appassionato giocatore ma inesorabilmente sfortunato. E' un uomo che vive tra sogno e realtà, un uomo fragile che si traveste da uomo forte per nascondere l'amarezza di chi ha realizzato che in famiglia il suo ruolo non è riconosciuto! Non è così per Mario Bertolini, suo dipendente, che vince sempre giocando i numeri che sogna ogni notte. Bertolini è innamorato e corrisposto da Stella, la figlia di Ferdinando, che è contrario a questo amore per invidia nei confronti della sua fortuna al gioco… e non solo! Il colmo si verifica quando a Bertolini viene in sogno proprio il padre di Ferdinando, il quale, credendo di parlare con il figlio, gli suggerisce una quaterna secca sulla ruota di Napoli e gli fa vincere una forte somma di denaro. Venuto a conoscenza del fatto, Ferdinando si rifiuta assolutamente di pagare la vincita, rivendica la paternità dei numeri, si appropria del biglietto e dice che "neanche i carabinieri a cavallo glielo potranno levare dalla tasca"! Il rapporto complicato e animato tra i due personaggi è un crescendo di fantasie paradossali, liti, trovate spiritose, contrasti continui, malintesi e colpi di scena con moglie, figlia, collaboratori domestici, prete e avvocato.

La storia sottolinea inoltre la credenza popolare che i morti, dal loro mondo, seguono le sorti dei propri cari e castigano chi si mostra irriverente nei loro confronti. Ferdinando, costretto a restituire il biglietto a Bertolini, si rivolge al ritratto del padre e lo invoca perché faccia giustizia maledicendolo. Il defunto sembra esaudire la volontà del figlio: infatti solo dopo aver patito tante avversità, Bertolini rinuncia alla vincita e restituisce il biglietto a Ferdinando. All'interno del conflitto centrale della commedia, tra Quagliuolo e Bertolini, possiamo cogliere diverse metafore che disegnano la vita di quegli anni ma non si discostano da quella attuale: il rapporto tra principale e subalterno, tra uomo e donna, tra chiesa e stato e altro ancora. Incontriamo, inoltre, diversi stati contrastanti: arroganza e semplicità, insolenza e rispetto, dignità e meschinità, purezza e furbizia e… anima e fantasia!

 

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