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Il 1970 è un anno speciale per la musica, viene alla luce una fra le più famose “opere rock” mai scritte, frutto della genialità di Andrew Webber e Tim Rice: “Jesus Christ Superstar”
Il musical ci racconta l’ultima settimana di vita di Gesù Cristo, un uomo, vicino alla fine del suo destino con tutti i dubbi e le paure che lo pervadono, visto attraverso gli occhi di un altro uomo, Giuda, uno dei suoi amici più cari che lo tradisce ma che al tempo stesso si sente tradito. I testi poetici accompagnati da una musica intensa toccano tutti i grandi temi dell’uomo: la guerra, il potere, l’amore, la morte, l’amicizia, la fede, il tradimento.
La nostra chiave di lettura vede la presenza di Dio riflessa nello specchio, in varie forme sempre presente in scena, fino a diventare protagonista durante la manifestazione del “dubbio” di Gesù Cristo nel giardino dei Getsemani.
...mentre le note si diffondono nel teatro, appaiono su uno schermo delle diapositive raffiguranti alcuni uomini che hanno sacrificato la vita per la loro “causa” con una scritta “Could we start again please?”
...mentre Ponzio Pilato infligge le frustate a Gesù Cristo sguardi e volti di gente comune, osservano indifferenti o incapaci di reagire o semplicemente ignari.
...mentre in “paradiso gli angeli ballano” Giuda chiede pubblicamente al “Suo Amico”, cosa sia successo veramente.
E’ molto difficile riassumere questa grande storia in poche righe, ci affidiamo ad una considerazione: “ci sono due modi per diffondere la luce... essere la candela o lo specchio che la riflette”
L’opera in due atti è cantata e suonata dal vivo.
La compagnia è formata da 70 tra attori, cantanti, ballerine e musicisti.
Se avete amato il Jesus Christ Superstar, anche voi come i protagonisti di questa storia, vi chiederete “Could we start again please ?” |